KRIYA YOGA – stati di coscienza

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“Si potrebbero fornire numerosi esempi del rapporto matematico che esiste fra il ritmo respiratorio dell’essere umano e le variazioni dei suoi stati di coscienza. Una persona la cui attenzione è totalmente assorbita nel seguire un’argomentazione intellettuale assai intricata o nel tentare un’impresa fisica difficile e delicata, automaticamente respira con molta lentezza. La fissità dell’attenzione dipende da una respirazione lenta; respiri accelerati o irregolari si accompagnano, inevitabilmente, a stati emotivi dannosi come la paura, la concupiscenza, la rabbia. La scimmia irrequieta respira trentadue volte al minuto, a differenza dell’uomo, che respira in media diciotto volte. L’elefante, la tartaruga, il serpente e altri animali noti per la loro longevità hanno un ritmo respiratorio inferiore a quello umano. La tartaruga, ad esempio, che può raggiungere l’età di trecento anni, respira soltanto quattro volte al minuto! Gli effetti rigeneranti del sonno sono dovuti alla temporanea inconsapevolezza del corpo e del respiro da parte dell’essere umano. L’uomo, nel sonno, diventa uno yogi; ogni notte egli compie inconsciamente il rito yogico di liberarsi dall’identificazione corporea e di fondere la forza vitale con le correnti risanatrici nella regione cerebrale principale e nelle sei “dinamo secondarie” dei suoi centri spinali. Il dormiente attinge così, a sua insaputa, alla riserva di energia cosmica che sostiene la vita intera.
Lo yogi compie tale processo semplice e naturale in modo intenzionale e
consapevole, anziché inconsapevolmente come il dormiente, i cui ritmi sono rallentati. Il Kriya Yogi utilizza la propria tecnica per saturare e alimentare di luce incorruttibile tutte le cellule fisiche e per mantenerle così magnetizzate. Scientificamente, egli rende il respiro superfluo, senza produrre gli stati di sonno subconscio o d’incoscienza.! Per mezzo del Kriya, la forza vitale in uscita non viene sperperata e abusata nei sensi, bensì costretta a ricongiungersi alle più sottili energie spinali. Grazie a un tale potenziamento della forza vitale, le cellule corporee e cerebrali dello yogi sono ricaricate d’energia dall’elisir spirituale. Lo yogi si sottrae così alla sistematica osservanza delle leggi naturali, che possono condurlo soltanto – con mezzi indiretti quali la corretta alimentazione, la luce solare e i pensieri armoniosi – a una Meta lontana milioni di anni.”

 

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