SAN PEDRO – Il Cactus guaritore

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L’occidente conosce sempre più l’ayahuasca, l’infuso visionario e la “pianta di medicina” utilizzata dagli sciamani dell’Amazzonia, grazie alla sua trattazione in riviste come “Sacred Hoop” ed a programmi televisivi come la serie recente “Tribe” della BBC presentata da Bruce Parry.

Studi condotti da dottori occidentali hanno anche dimostrato l’efficacia dell’ayahuasca nel curare malattie che la medicina tradizionale stenta a curare. E’ impressionante soprattutto la sua proprietà di aiutare le persone a vincere la dipendenza da droghe ed alcool, con una percentuale di successo del 70% solo con l’uso di ayahuasca . Meno nota, ma non per questo meno efficace, è un’altra pianta visionaria del Perù, il san pedro.

Come l’ayahuasca, il san pedro è stato bevuto per migliaia di anni nelle cerimonie sciamaniche di guarigione ed attraverso di lui sono state riportate un gran numero di “cure miracolose” ad una gran varietà di malattie inclusi cancro, diabete e paralisi così come problemi emozionali e psicologici come la depressione e l’afflizione.

La pianta delle visioni

Cos’è dunque il san pedro, come agisce e come potrebbe esserci d’aiuto nei problemi che dobbiamo affrontare ?

Fisicamente è un cactus alto di tipo mescalinico (Trichocereus pachanoi) che cresce in quota nelle altitudini del Perù. Possiede anche altri nomi come huachuma, pene de dios (pene di Dio!) e el remedio (il farmaco) un nome che si riferisce ai suoi poteri di guarigione e di visione. Questi poteri, dicono gli sciamani peruviani, ci permettono di evadere dall’illusione del mondo. Invece di considerare la pianta come visionaria, potremmo anche dire che sia allucinogena, anche se questa non è un’etichetta particolarmente utile dal momento che implica che quello che vediamo sotto gli effetti del san pedro non sia reale, ma immaginario.

C’è comunque un esempio più avanti in quest’articolo che suggerisce che quello che il san pedro ci mostra sia assolutamente reale. La più antica evidenza archeologica dell’uso del san pedro come sacramento di guarigione è una roccia incisa riportante uno sciamano trovata nel “Tempio del Giaguaro” nel nord del Perù. L’incisione risale almeno a 3.500 anni fa. Alcuni manufatti tessili della stessa regione e dello stesso periodo raffigurano il cactus con giaguari e colibrì, due dei suoi spiriti guardiani, assieme alle spirali stilizzate che rappresentano l’esperienza visionaria del cactus.

A differenza dell’ayahuasca, è stato scritto molto poco riguardo al san pedro e non sono state condotte ricerche riguardo ai suoi effetti.12

Sappiamo ad ogni modo che tradizionalmente era usato per curare malattie, per vedere il futuro attraverso le sue proprietà profetiche, per contrastare la stregoneria e la sorte avversa e per assicurarsi il successo nelle imprese.

Abbiamo anche un contributo dal botanico etnico Richard Evans Schultes, nel suo libro “Plants of the Gods”, di come agisca il san pedro. “E’ in sintonia con gli esseri che hanno poteri sovrannaturali”, scrive. “I partecipanti alle cerimonie si sentono liberi da ogni problema ed intraprendono voli nelle regioni cosmiche … trasportati attraverso il tempo e lo spazio in modo rapido e protetto”. Cita uno sciamano andino che descrive i suoi effetti: “Prima uno stato di sogno….poi grandi visioni, la rimozione di tutte le facoltà…. poi distacco, un tipo di forza visiva che comprende anche il sesto senso, lo stato telepatico di trasmettere se stessi attraverso il tempo e la materia, come lo spostamento dei pensieri in una dimensione lontana”.

Una scala di luce

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Ho parlato della scarsità di informazioni sulla pianta a La Gringa, una degli sciamani con cui lavoro nel mio workshop “Cactus di Visione” in Perù e le ho chiesto di descrivermi la pianta. “E’ un maestro,” disse. “ci aiuta a guarire, a crescere, ad apprendere ed a stare vigili così che possiamo raggiungere i più alti stati di consapevolezza per ricollegarci e capire che non c’è divisione tra Noi, la Terra ed il Cielo. Ci insegna a vivere in equilibrio ed in armonia con compassione e comprensione e come amare, rispettare ed onorare tutte le cose. Il giorno in cui incontri il san pedro, da lì in avanti la tua vita viene cambiata….sempre per il meglio”.

Nella visione di La Gringa il san pedro guarisce cambiando radicalmente la nostra percezione della realtà – noi crediamo in ciò che è reale e possibile per noi – così capiamo il nostro vero potere e le qualità di guarigione che abbiamo. Mi disse: “Ci mostra la realtà com’è davvero, non come crediamo che sia. Cambia quello che pensiamo che sia reale, così che possiamo vedere il potere che gli uomini hanno: siamo in grado di manifestare qualsiasi cosa scegliamo, se ci crediamo, possiamo farlo”. Con queste nuove convinzioni possiamo guarire noi stessi da qualunque cosa dal momento che tutte le malattie, sciamanicamente parlando, nascono dalla nostra percezione del sé. La malattia, in questo senso, è psicosomatica: creiamo la cattiva salute a seconda di quello che pensiamo e sentiamo di noi stessi e del mondo attorno a noi. Ciò significa che possiamo anche distruggerla semplicemente “cambiando le nostre opinioni” come conseguenza dell’esperienza con il san pedro.

C’è un altro senso con cui il san pedro ci dà un nuovo punto di vista su cosa sia reale. La Gringa me ne offrì un esempio di quando era al primo lavoro con il san pedro ed ebbe un’esperienza che sovvertì ogni cosa che pensavo di sapere. Mentre era fuori tra le montagne, durante le sue visioni con il san pedro, una scala di luce apparve sulla collina accanto. Credendo fosse un’allucinazione, uno scherzo della sua mente, chiamò il maestro sciamano per aiutarla ad interpretare il suo significato. “Non c’è nulla da interpretare”, disse scrollando le spalle. “E’ una scala di luce”.

“Vuoi dire che la vedi anche tu?” gli chiese. “Certo!”, rispose, “Fai una foto se non credi che sia lì”.

Mi disse che credeva che fosse pazzo ovviamente, com’è possibile fotografare una visione, qualcosa che è solo nella tua mente? Ma fece una foto in ogni caso e quando la fece sviluppare, c’era la scala di luce, esattamente come l’aveva vista. Richiamò il suo sciamano e lui andò a vedere la foto. “E’ quello che ho provato a dirti”, le disse, “Queste cose esistono. Il san pedro ti apre gli occhi a quello che già c’è!”. La Gringa mi disse che con quell’esperienza, e mi disse che ce ne furono molte altre, il san pedro la portò a credere. Mi disse “Prima andavo in giro per il mondo addormentata, ora noto ogni cosa ed ho un nuovo rispetto per la Terra, me stessa e gli altri”.

Aprirsi alla grazia

Questo nuovo sentimento di rispetto è costante tra tutte le persone che sono subentrate a lavorare con me anche loro al san pedro. Tracie, una australiana specialista di sostanza psicotrope, mi disse che il san pedro le aveva cambiato la vita.

Mi disse che avvertì un sensazione di pace e di accettazione ed un senso travolgente di appartenenza alla terra; l’importanza di ogni curva delle montagne, ogni pietra ed ogni filo d’erba; tutto fa parte dello stesso incredibile progetto e tutti con la medesima importanza. Attraverso gli occhi del san pedro il mondo è diventato per lei “un posto eccezionalmente bello” e mi disse che sentiva di poter portare la bellezza del mondo nella mente, e quindi nella realtà, semplicemente ricordando l’esperienza. C’è qualcosa riguardo all’esperienza con il san pedro che perdura, non è soltanto un viaggio momentaneo sotto l’effetto di sostanze psicotrope, ma apparentemente un incontro con il divino in grado di cambiare realmente le vite.

Donna, un’insegnante inglese, la descrisse come la più potente, profonda esperienza della sua vita e proseguì dicendomi che si sentiva come se si fosse trasformata in “energia, nel respiro della vita, in amore infinito ed eterno”. Aggiunse che si sentiva come se potesse ora dedicare la sua vita all’onore ed all’integrità ed accettare il suo cammino piuttosto che provare a determinarlo. Kathryn, una counsellor di sostanze psicoattive, disse qualcosa di simile. Mi disse che si sentiva cambiata e che ebbe, come non mai, un’esperienza di uscita dalla mente e di apertura del cuore.

Il potere della guarigione fisica

Il cactus di san pedro può anche curare allo stesso modo problemi molto seri a livello fisico. Una persona che La Gringa trattò, per esempio, era una donna il cui marito era morto alcuni anni prima. In seguito, solo 3 mesi dopo, fu ammazzato il figlio della donna. Avendo subito due lutti in così poco tempo, la donna si sentiva distrutta, il suo mondo era andato in pezzi ed ebbe un infarto che le paralizzò un braccio e causò l’insorgenza del diabete. “Le diedi la dose minima di san pedro”, mi disse La Gringa, “poi si lasciò andare tra le mie braccia e pianse tutta la sua disperazione per cinque ore. Questa è una descrizione fedele di quello che accadde in realtà perchè, attraverso gli occhi del san pedro, vidi fili di energia uscire dal suo cuore e attorcigliarsi al braccio come un laccio emostatico. Iniziai a tirarli via e ad allontanarli.

La mattina seguente ci fu un miracolo. Il suo braccio aveva riacquistato la piena mobilità e, quando si fece controllare, anche il suo diabete era scomparso. Le chiesi in seguito della sua esperienza con il san pedro e mi disse che aveva sentito moltissimo dolore nella zona del cuore, che era dove avevo visto l’energia della pena che la stava legando. Così, come il san pedro le ha curato i problemi fisici, le ha anche mostrato il perchè li avesse: a causa dello stress emozionale che non era in grado di lasciar andare”. La Gringa concluse il racconto riguardo a questa donna dicendo: “Quello che ho appreso da questa esperienza è che quella malattia non è “qualcosa” che è in noi; non è “diabete” o “infarto”; è una convinzione che ci portiamo addosso: che dobbiamo portare il lutto per quelli che abbiamo perso, per esempio, o per noi stessi, attraverso il dolore fisico o una disabilità che rende manifesta la sofferenza. La malattia è una forma-pensiero: un modello di comportamento negativo a cui ci atteniamo. Il san pedro ci mostra questa forma-pensiero; così quando si presenta la volta successiva possiamo fare una scelta conscia tra pensare ed agire diversamente”.

David ed il cancro

Un altro esempio dei poteri di guarigione fisica del san pedro è la storia di un giovane uomo chiamato David. David scoprì dei noduli nel suo corpo dopo il divorzio. Disse, come se l’avesse saputo da sé, che era cancro. Andò da uno specialista ed i noduli furono rimossi per essere analizzati. Ne risultò che era cancro e gli raccomandarono della chemioterapia avvisandolo però che avrebbe dovuto aspettarsi un successo solo parziale. Ci disse che non aveva soldi per la cura e vista la prognosi, non c’era molto da fare a quel punto. Ma un suo amico conosceva degli sciamani e gli organizzò un incontro per la guarigione.

David non era in grado di presentarsi così gli dissero che durante la cerimonia di guarigione gli sciamani avrebbero bevuto un infuso ricavato dal san pedro e gli avrebbero inviato preghiere per la buona salute. David scoprì in seguito che l’energia della cerimonia fu così intensa che quando gli mandarono i buoni intenti di guarigione, si bruciarono tutte le prese elettriche della casa. Lo sciamano disse che era un segnale che anche l’energia che gli aveva causato il cancro era stata sbloccata e che quindi anche i suoi tumori se n’erano andati. Il giorno successivo David si recò all’ospedale per sapere di quanta chemioterapia avrebbe avuto bisogno. Lo specialista fece ulteriori controlli e gli disse che i risultati erano strani perchè c’era traccia del cancro nelle sue piastrine, ma non c’erano più i noduli nel suo corpo. I dottori dunque decisero che non era più necessario nessun trattamento di chemioterapia.

“Alcune settimane dopo, David accettò di partecipare lui stesso ad una cerimonia. Non trascorse molto tempo dall’inizio che avvertì un dolore lancinante che lui descrisse così “come se il mio cuore si stesse rompendo”. A quel punto David disse che si alzò ed iniziò a vomitare e successivamente raccontò che quello che aveva rimesso sembrava soprannaturale. Ci disse che sembravano cialde di vetro che erano dure come la roccia e con dentro bolle d’aria. “Erano totalmente solide e trasparenti”, disse, aggiungendo poi “potevo raccoglierle e guardarci attraverso”. Chiese agli sciamani che cosa fossero e gli risposero che erano forme di energia intrappolata all’interno del suo corpo. Gli sciamani gli dissero che quelle energie gli stavano bloccando il cuore da anni in modo che non potesse amare la vita e fosse incline alla morte.

Conclusero dicendogli “Ora sono fuori da te, sei libero dal cancro”. David disse che provò a rimanere scettico, non si sa mai, ma gli sciamani avevano ragione, è stato bene negli ultimi nove anni ed al controllo di un anno fa gli fu confermato che era totalmente sano.

Gli ho chiesto cosa pensasse riguardo all’intera vicenda e mi disse: “Quello che mi attraversò la mente mentre stavo vomitando quel vetro era la mia rabbia legata al divorzio. Non so se emozioni come quella causino il cancro, ma ora ho una mentalità aperta e da quel giorno non ho avuto più problemi. Sono più felice, più rilassato e non più iroso. Ho una nuova direzione nella mia vita.”

Il potere della scelta

Sembrerebbe che il san pedro abbia mostrato a David il perchè avesse sviluppato il cancro ed in effetti, gli ha detto che aveva una scelta: in modo secco il san pedro gli ha mostrato che avrebbe potuto morire o cambiare la sua mente.

David decise di non essere più iroso e di non avere più il cancro perchè capì quanto è preziosa la vita quando viene vista attraverso gli occhi del san pedro.

“La pianta ci offre il recupero dell’anima o addirittura il recupero della vita”,mi disse La Gringa, “Tratteniamo le nostra convinzioni negative all’interno dei nostri corpi, dove poi si manifestano come problemi fisici, così, allo stesso tempo, le nostre energie positive sono bloccate e non viene espressa la pienezza delle nostre anime. Parti di noi giacciono seppellite”.

Aggiunse: “il san pedro rimuove le nostre convinzioni così che quelle positive possano brillare ed in questo modo guariamo noi stessi”.

Articolo di Ross Heaven sull’utilizzo del cactus chiamato San Pedro (Trichocerus pachanoi) nello sciamanesimo peruviano a scopi di guarigone e divinazione.

L’articolo nell’edizione originale inglese è stato pubblicato sull’autorevole rivista americana di sciamanesimo “Sacred Hoop” (Issue n.68-2010).

Traduzione italiana: Annalisa Mentasti

LIBRI DI CARLOS CASTANEDA – (1925-1998), scrittore e antropologo peruviano, è autore di numerose opere sullo sciamanesimo

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