SCIENZA e RELIGIONE

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“Il Regno di Dio è dentro di voi”

Per una persona con un comune stato di coscienza, la comprensione del Mondo presenta determinate difficoltà. La causa di queste difficoltà consiste nel fatto che l’ottenimento di questa comprensione, per una comune coscienza in stato di veglia, è un problema pluridimensionale: perciò tale coscienza, in linea di principio, non può giungere a una comprensione totale.

È chiaro che questa suddivisione in vie singole è artificiale: è una misura che viene adottata per necessità. Bisogna fare così perché, per ora, non è stato ancora raggiunto da tutti contemporaneamente un più elevato stato di coscienza. In un più elevato stato di coscienza questa divisione semplicemente non esiste: a quel livello esiste solo una unità integrale, per cui si comprende che, quanto più elevato è lo stato di coscienza che una persona raggiunge, tanto più diminuiscono le distinzioni fra — per esempio — la scienza e la religione.

Attualmente vengono fatti dei tentativi per creare una maggiore comprensione reciproca fra la scienza e la religione: per esempio, vengono tenute delle conferenze con la partecipazione di rappresentanti della Chiesa e di scienziati, vengono pubblicati gli atti di queste conferenze, ma la base delle differenze d’opinione, in realtà, si nasconde nella diversità dello stato di coscienza. È sufficiente soltanto cominciare ad elevarsi a più alti livelli dello stato di coscienza perché questo problema, il problema della comprensione reciproca, cominci a scomparire da sé, perché — se così ci si può esprimere — la scienza comincerà a diventare più religiosa, e la religione — più scientifica. Una volta giunti esattamente in cima, non restano più differenze.

Tuttavia, quando ora parlerò di religione e di scienza, mi orienterò solo sui più prossimi livelli elevati dello stato di coscienza: pertanto una certa distinzione fra questi due approcci seguiterà ancora ad esistere, ma non sarà più tanto grande.

La parola “religione” possiede radici antiche: deriva da una parola che, per la coscienza, si collega alla parola “realtà”. Pertanto la religione è la scienza della realtà. Come vedete, accanto alla parola “religione” già compare la parola “scienza”. E si può notare come si siano avvicinate. In effetti, se si volesse definire molto brevemente l’essenza della scienza, si potrebbe dire: la scienza è la gestione della realtà. È chiaro che qui si parla della religione autentica e della scienza autentica che vengono da me proposte.

Dunque, la religione è la scienza della realtà. Pertanto, in primo luogo, voglio parlare delle deformazioni della realtà, dei concetti erronei della realtà che sono collegati alla religione.

La mia religione non ha un rapporto passivo con la vita, né tanto meno si rapporta al falso concetto secondo cui, durante la vita terrena, bisognerebbe soltanto prepararsi a non si sa quale “vita reale”. Questo è un concetto del tutto erroneo: ha già causato enormi danni e seguita a privare la vita dei suoi migliori attributi, come pure a sottrarre alla vita il suo autentico significato.

Concetti di questo genere non hanno nulla in comune con ciò di cui ha parlato Gesù Cristo, con ciò che Egli ha insegnato. Cristo parlava per allegorie, e non tutti sono riusciti a capire il senso autentico delle sue parole. Egli invitava a rifiutare non questa vita, non la vita di qui, ma la vita nello stato di coscienza comune, poiché una vita condotta in questo stato non può ancora essere chiamata “vita” nel suo autentico senso Divino. Cristo esortava a risvegliarsi da questo stato, che paragonava al sonno, e ad entrare nel Regno di Dio, nel Regno dei Cieli, nell’Eternità. È del tutto evidente che Gesù Cristo, mediante la sua resurrezione, ha esortato alla vita eterna nel corpo fisico.

Col termine Regno di Dio Cristo intendeva i più elevati stati di coscienza (“Il Regno di Dio è dentro di voi”). Esortando a rifiutare tutto per amore del raggiungimento del Regno di Dio, Cristo, con questo, invitava l’uomo a raggiungere degli stati di coscienza più elevati. Di conseguenza, esortava allo sviluppo dell’uomo, alla realizzazione della sua essenza Divina, il che avrebbe dato all’uomo la possibilità di cominciare finalmente a vivere in modo autentico, di vivere in questo Mondo e in questo corpo fisico, di vivere qui e adesso. Inoltre, in armonia col senso autentico della vita, l’esortazione a vivere qui e adesso indica una gestione cosciente degli avvenimenti di qualsiasi tempo.

L’enorme danno della convinzione che bisogna prepararsi ad una vita migliore consiste anche nel fatto che l’uomo, supponendo erroneamente che la vita autentica comincerà in un imprecisato futuro, e che adesso si stia svolgendo solo la preparazione ad essa, mantenendo una tale opinione sulla vita in questo Mondo, non apprezza il momento presente, non apprezza quell’istante in cui si trova qui, non apprezza quel momento nel quale soltanto è racchiusa la vera vita. “Vivere qui e adesso!”: questa è una grande saggezza. Soltanto vivendo con reale consapevolezza ogni momento si può avvertire il gusto della vita, solo in questo caso si può percepire l’autenticità della vita, solo in questo caso ha luogo l’apertura dell’uomo alla vera vita, alla vita reale!

Una delle caratteristiche più importanti della mia religione è il suo indirizzo pratico, il suo orientamento al raggiungimento di un risultato concreto, e precisamente al garantire uno sviluppo creativo dell’Anima, del corpo e della società. Pertanto un seguace della mia religione è contemporaneamente anche una persona pratica che costruisce la propria vita ed aiuta gli altri a costruire la propria vita sulla base di un principio creativo, cioè di quel principio che riflette le vere leggi del Mondo. In tal modo, col suo lavoro, riflette nel modo più completo e realizza nel modo più completo il disegno del Creatore.

Nel fare questo è importante l’interazione fra persone singole e gruppi di persone, per un continuo scambio delle tecnologie di sviluppo creativo.

In ogni società, in genere, esistono delle persone che con i propri sforzi uniti riescono a dirigere lo sviluppo della società: queste persone possono dare forma ad uno sviluppo creativo della società e perfezionare le tecnologie necessarie a questo scopo. Una unione di persone di questo genere può essere definita gruppo dirigente, o gruppo di capi, o centro.

Un punto fondamentale della mia religione consiste nella stretta interazione fra le singole persone ed il gruppo dirigente. Se qualcuno, per esempio, ha trovato una tecnologia utile, questa tecnologia deve subito essere passata al centro e diventare patrimonio di tutti: ciò renderà possibile uno sviluppo più efficace di tutta la società ed il movimento collettivo in avanti.

In tal modo, la religione autentica sottolinea ciò che è comune, ciò che è comune per tutti: per le persone singole, per il gruppo dirigente e per la società nel suo complesso. Ogni azione nel Mondo si rispecchia contemporaneamente in ciascuno e in ciò che è comune per tutti. Inoltre l’azione manifesta contemporaneamente anche la tecnologia creativa.

Ho già parlato dell’indirizzo concreto della mia religione. La religione, in quanto scienza della realtà, deve rispecchiare in modo adeguato il Mondo esistente. Essa si deve occupare dei problemi vitali, e in primo luogo, ovviamente, di quelli la cui soluzione non può essere rimandata. Il più serio problema di questo tipo è la minaccia di distruzione globale che oggi esiste.

È per questo che, nella situazione attuale, lo scopo fondamentale della religione è lo sviluppo delle tecnologie rivolte ad evitare la catastrofe globale.

Una tale linea di condotta sarà per l’appunto un rispecchiamento della realtà, poiché tutte le essenze create da Dio sono state create per la vita e lo sviluppo: a maggior ragione le persone, create a immagine e somiglianza di Dio, hanno tutte diritto alla vita e al libero sviluppo. Ecco perché, in presenza della minaccia di una distruzione globale, il primo impulso di ogni essere deve ovviamente essere rivolto al Creatore; inoltre questo impulso deve essere sempre orientato alla realizzazione concreta del diritto alla vita dato dal Creatore, il che, nella pratica, significa che sono indispensabili tutte le azioni possibili indirizzate alla salvezza comune.

Di conseguenza, la mia religione offre sia la pratica che l’azione, sia la fede vera e propria; d’altro canto, nel concetto di “fede” rientra anche il fatto di rivolgersi al Creatore attraverso principi tecnologici concreti, attraverso concrete azioni esterne rivolte al sostegno della vita e al suo sviluppo. Allo stesso tempo esiste anche l’azione rivolta all’interno di sé, verso quelle profondità dove è conservata l’esperienza accumulata e dove si può ricevere un’indicazione concreta da parte del Creatore su come sia necessario agire in modo corretto in ogni situazione concreta.

In questo modo, nella religione autentica avviene un’unificazione dell’azione all’interno di sé e dell’azione all’esterno di sé, a grazie a ciò viene garantito un infinito sviluppo creativo. Poiché, come sappiamo, il Mondo esterno è costruito sulla base della coscienza, e la coscienza è una struttura che unisce ciò che è spirituale e ciò che è fisico: perciò, quando l’azione parte da dentro, proprio dal centro, dalla fonte che si trova proprio all’interno dell’Anima, un’azione di questo genere, per la sua essenza, diventa già un atto Divino.

Si può dire lo stesso anche con altre parole, e cioè che l’azione esterna deve svolgersi in modo tale che la persona che la esegue, contemporaneamente, sia consapevole di sé stessa, della sua azione e di tutta la situazione.

Adesso sto parlando sempre dello stesso concetto, ma considerato da punti di vista alquanto differenti. Già nell’Introduzione era stato evidenziato che il progresso dell’uomo, il suo sviluppo, erano collegati prima di tutto allo sviluppo della sua coscienza. La religione autentica richiede da parte dell’uomo l’elevazione del suo livello di stato di coscienza, ma è anche essa stessa ad aiutarlo in questo processo. La religione autentica dice che la pratica della consapevolezza di sé e delle proprie azioni è molto efficace per lo sviluppo della coscienza.

Desidero chiarire che cosa intendo quando parlo del raggiungimento della consapevolezza di sé e delle proprie azioni da parte dell’uomo.

Immaginatevi che qualcuno stia seduto a casa propria a scrivere qualcosa, quando all’improvviso gli hanno telefonato e inaspettatamente gli hanno chiesto di andare urgentemente in qualche luogo a causa di un certo avvenimento. Una volta tornata a casa questa persona, desiderando proseguire l’attività interrotta, scopre che la penna non si trova né vicino la poltrona (dove stava seduto fino al momento della telefonata), né sul tavolino vicino al telefono: questa persona semplicemente non sa dove si trovi la penna, e proprio non riesce a ricordare dove l’abbia messa nella fretta. Tutto ciò significa, per l’appunto, che questa persona ha depositato la penna inconsapevolmente: in quel momento non aveva consapevolezza di sé e delle proprie azioni.

Una situazione simile è ben nota a tutti noi: spesso ci scontriamo con questo fenomeno. L’analisi di questi fatti ci indica che, con l’aiuto di una sempre maggiore consapevolezza di noi stessi e delle nostre azioni, possiamo elevare il livello della nostra coscienza sempre di più: e il movimento verso stati di coscienza sempre più elevati, come sappiamo, è proprio la via che conduce a Dio.

Il Mondo, in pratica, è organizzato quale struttura di una coscienza manifestata, cioè della coscienza della essenza suprema: vale a dire, di Dio.

Dio ha creato il Mondo così come è strutturato Lui. E poiché Dio stesso è eterno, Egli ha creato il Mondo in modo tale che ogni elemento del Mondo fosse eterno. Dio, in questo modo, realizza la propria idea, che si racchiude nel progetto secondo cui la Sua vita nell’Eternità deve raggiungere l’Eternità negli esseri da Lui creati. Pertanto chi è seguace della mia religione deve sforzarsi di giungere alla vita eterna nel corpo fisico, perché allora egli rispecchierà in sé l’essenza di Dio.

Tuttavia non si deve pensare che una persona debba lavorare solo su di sé. Lo sviluppo delle persone deve essere trasmesso anche a tutti gli altri esseri, per esempio, anche ai leoni di cui si è parlato, in modo che anch’essi possano svilupparsi in sincronia e contemporaneamente verso l’Eternità. Pertanto il compito di ogni credente, di ogni seguace della mia religione consiste nel garantire uno sviluppo infinito a qualsiasi elemento del piano creativo. E quando qui parlo di “qualsiasi elemento” intendo non solo gli animali, gli uccelli, gli insetti, gli abitanti del mare, ma anche gli alberi, i fiori, le erbe, tutte le piante e, in generale, tutti gli oggetti del Mondo: in altri termini, si parla di garantire effettivamente a tutti gli elementi del Mondo un infinito sviluppo e l’immortalità. Desidero ricordare che tutti questi elementi apportano il proprio contributo alla coscienza collettiva comune.

Poiché il Creatore ha posto quali primissimi fondamenti del Mondo la vita eterna e lo sviluppo eterno, risulta di conseguenza evidente che tutto ciò che promuove la distruzione non è un autentico progetto di Dio. In altre parole, bisogna svilupparsi in modo radicalmente diverso: nella società non ci deve essere posto per cose come le armi nucleari. Pertanto è indispensabile trasformare la vita su una base spirituale, ed è per l’appunto la religione autentica, che è la scienza della realtà, ad indicare alla gente la via appropriata.

Per ogni persona il primissimo compito è l’elevazione del proprio livello di stato di coscienza. A questo scopo è molto utile lo sforzo volto a raggiungere la consapevolezza di sé e delle proprie azioni, ed è auspicabile dedicare attenzione ogni giorno a questa pratica. Sono molto importanti anche gli esercizi per ogni giorno del mese.

In relazione a quanto detto, nella mia religione occupa un posto importante la tecnologia, la tecnologia della propria immortalità, la tecnologia del trasferimento delle conoscenze agli altri, la tecnologia della trasformazione dei processi di qualsiasi genere in processi creativi, e, infine, la tecnologia di un pensiero del tutto diverso, di un pensiero rivolto a cercare di mantenere la vita eterna di tutti gli elementi del Mondo ed a promuovere il loro eterno sviluppo.

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